IlProgetto

LaNAVE è un progetto, un movimento che vuole unire persone con idee, ideali e obbiettivi comuni.

LaNave nasce da un profondo bisogno di giustizia e dalla profonda consapevolezza che il mondo sta prendendo sempre più una direzione che non ci rappresenta. Il progetto ha l’obbiettivo di dare voce alla sensazione che accomuna tutti: una profonda indignazione verso le barbarie, le disuguaglianze, le ingiustizie e la rotta sempre più disumana che ha preso il mondo. Nasce da un idea di un ricercatore e docente universitario e si basa anzitutto sulla convinzione che è con la cultura e con la pace che si possono migliorare le condizioni dell’umanità. Lo scopo nel contesto storico attuale è quello di unire persone da tutto il mondo che condividano l’indignazione e la vergogna, la frustrazione e la sensazione di vuoto interiore e di impotenza davanti agli attuali eventi mondiali che si stanno succedendo e che spesso ci portano a restare attoniti e inermi.

Quello che tutti noi del progetto LaNave abbiamo in comune è una cosa molto semplice: la consapevolezza che nel mondo stanno accadendo eventi, fatti e azioni da parte dei cosiddetti potenti del mondo che non sono più giustificabili e a cui noi non riusciamo più a tacere. Potere ormai vuol dire supremazia economica, che nel mondo di oggi porta a una supremazia che scavalca i diritti umani, diritti per cui le generazioni passate hanno lottato al posto nostro. Abbiamo superato ogni limite e siamo stati capaci di abituare i nostri occhi e le nostre orecchie a le più ignobili azioni verso popoli più deboli sia economicamente che territorialmente, azioni che stanno invadendo questo nostro mondo attualmente come un cancro.

Per fare esempi reali, ci basta pensare che in meno di un anno ad oggi si sono create situazioni geopolitiche e umane disarmanti. A partire dalla situazione della Palestina, Ucraina, Venezuela, Iran… e potremmo andare avanti all’infinito con esempi, immagini e scene raccapriccianti, non solo fuori ma anche dentro di noi, sia a livello internazionale che nazionale, nella nostra società. Come un cancro la sete di potere e la legge del più forte non perdona e divora tutto ciò che incontra. Abbiamo legittimato qualsiasi cosa per avere più potere, più supremazia.

Stiamo sdoganando tutto compresa l’umanità stessa.

Il progetto LaNave non pretende certo che il mondo cambi o si convulsioni violentemente, LaNave non vuole neanche ovviamente avere connotazioni strettamente politiche perché non vuole essere l’ennesimo strumento con il quale il “Mostro” può far tacere il nostro pensiero, i nostri sentimenti, la nostra sensazione profonda di alienamento da tutto ciò. No, noi vogliamo dare voce alla nostra sofferenza e indignazione nel vedere le ingiustizie attuali, e lo vogliamo fare con un progetto umanitario e culturale.

Noi non ci stiamo più alla legge del più forte.

Il Mostro è un’entità che non si identifica né in una persona singola né in un gruppo di persone ma nella ossessionata dimostrazione di forza, presa di potere e di supremazia utilizzando qualsiasi mezzo contro chiunque, tanto di più se più debole, se soggiogabile. Forza economica, militare, politica. Immorale, ingiusta, spietata e che non guarda in faccia a nessuno pur di accumulare potere e risorse. Potere e beni materiali che per noi de LaNave valgono almeno un milione di volte meno rispetto alla singola vita di un singolo essere umano.

Il Mostro è tutto ciò che non è più umano. Il Mostro è quella sensazione che abbiamo quando non ci riconosciamo più negli altri.

Cuba, un emblema, un simbolo storico di rivoluzione sociale e culturale, e ribellione alla legge del più forte è ora più che mai l’obbiettivo nel mirino. Perché un’isola così piccola nel Caribe?

Sappiamo che il Mostro si muove solo quando in cambio può mangiare ingordamente per ingrandirsi sempre più.

Il mondo ormai, abbastanza abituato alle ingiustizie portate avanti con la legge del più forte ha imparato ad accettare molti conflitti e molte situazioni di povertà e miseria nel mondo intero. Eppure Cuba, senza grande abbondanza di risorse primarie durante più di 67 anni ha garantito cultura, salute ed educazione alla sua popolazione senza volere in cambio niente dal resto del mondo.

Mentre il mondo esportava armi e spendeva la sua economia in guerre, Cuba, mandava medici nel mondo, anche in Paesi ostili pur sapendo chi erano e da che parte stavano. Cuba ci ha voluto dimostrare che un mondo diverso era possibile. È possibile.

Cuba oggi, portata allo stremo, non ha più niente, a Cuba non c’è più luce. Eppure Cuba resta un faro nell’oscurità, che illumina in mezzo al mare. Un faro per l’umanità.

Oggi, quello che ha messo in ginocchio l’economia cubana per decenni, il blocco a Cuba, è diventato un genocidio lento e subdolo, in cui il Mostro vuole diventare salvatore e liberatore di un luogo che egli stesso sta strozzando portandolo sull’orlo della morte. Un genocidio che non entra nelle nostre case con le immagini violente con cui i media ci bombardano, che non entra nei nostri giornali con notizie di omicidi e morti da armi da fuoco, che non entra nelle nostre televisioni parlando di narcotraffico. Di Cuba si parla poco, perché una morte lenta e programmata, un’implosione da dentro fa molto più male quando non si hanno pretesti per attaccare, per conquistare, per distruggere.

Noi siamo dalla parte di Cuba.

Non lasceremo naufragare le nostre idee: salperemo con loro sulla nostra grande Nave.